MATERNITA’

Ho cercato, forse senza nessuna speranza di riuscirci, di ricordare quell’attimo eterno quando la vita si separa da sé per creare vita, il distacco che è ritrovarsi, il cerchio che si chiude spalancandosi al futuro.

Ho cercato questo e anche se credo sia utopistico farlo, ne sono felice per le belle emozioni che ho provato.

Il risultato è in questo dipinto a tecnica mista: “MATERNITA'”.

Lo condivido qui con voi, perchè la vita è un dono splendido, sempre.

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I tried, perhaps with no hope of doing so, to remember that moment eternal when life separates itself to create life, the detachment that is meet, the circle is closed, opening to the future.

I tried this and even if I think it is utopian to do that, I’m happy for the beautiful emotions I felt.

The result is in this painting in mixed media: “MATERNITY ”.

I share it with you, because life is a wonderful gift, evermore.

 

tecnica mista, assieme.
tecnica mista, assieme.
I vostri figli Sono i figli e le figlie della sete che la vita ha di sé stessa.
I vostri figli
Sono i figli e le figlie della sete che la vita ha di se stessa.
...essi vengono attraverso di voi...
…essi vengono attraverso di voi…
Potete custodire i loro corpi, ma non le loro anime, poiché abitano la casa del domani, che non potrete visitare neppure in sogno....
Potete custodire i loro corpi, ma non le loro anime,
poiché abitano la casa del domani, che non potrete visitare neppure in sogno….
Potete cercare di imitarli, ma non potrete farli simili a voi, poiché la vita procede e non s’attarda su ieri. Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate lontano. (Khalil Gibran)
Potete cercare di imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate lontano.
(Khalil Gibran)

L’EGO-LAND (io sono te…)

L’EGOLAND E LE SUE RAGIONI   13 gennaio ’08

In una società complessa e multi etnica che vedrà aumentare ulteriormente queste caratteristiche un ruolo cardine dell’arte è quello di presentare questa complessità come una panoramica, limitata, per grandi gruppi, su quanto ampia sia la diversità e quanto possa essere rivista in un’ottica di contribuzione, come una risorsa piuttosto che come un impedimento al progredire.

La cosa strana è che proprio in Italia è fortemente radicato l’individualismo tanto da divenire, questo si, ostacolo allo sviluppo sociale; eppure è ancora alto il timore verso chi porta abitudini differenti, quasi come se le abitudini fossero talmente immodificabili da essere loro “portatrici” di persone e non viceversa.

Questa serie di persone, la gente, è colta in attimi reali, assolutamente non costruiti, casuali e non studiati, e si presentano ad un’altra persona, lo spettatore, che le guarda dall’interno di una scatola: un contenitore, appunto, di paure, preconcetti, pregiudizi, una scatola di cartone che vuole spiegare quanto debole sia la barriera culturale che il progredire del tempo ha trasformato, dalle antiche e poderose mura di pietra, alla carta, al cartone.
Ed è, il cartone, simbolo, concetto di conservazione ordinata, con le sue forme regolari e che combaciano con altre forme in un assurdo insieme di isolamenti; qui la scatola è rotta e dall’esterno una persona guarda curiosa dentro e sorride, o saluta, o sta seduta in un nulla senza colore come un limbo in attesa che si possa prendere coscienza di far parte di un insieme che deve armonizzarsi e non isolarsi.
Ho volutamente messo l’accento su vecchi, donne e bambini perché sono sempre loro l’elemento più oggetto e soggetto di ricatto in una visione trasversale dei tempi e delle latitudini, ma non mancano altre tipologie sociali, fino all’eccesso, perfino, perché la realtà è sempre superiore alla fantasia.
Il cartone è forse il protagonista intrinseco della serie e riveste quasi tutte le opere tranne quelle dove rappresento alcuni prototipi di tranquillità, con una madre che accudisce il figlio, oppure dove si vedono due persone “sotto l’effetto” di un’omologazione falsante e indotta da falsi messaggi di integrazione, dove sono solo i famigerati beni di consumo a renderci uguali ma mai più simili;
stesso abbigliamento, stessi oggetti firmati, stessi atteggiamenti per figure rese nella sintesi della propria vacuità e in un ambiente di non-colore, un nulla di idee e di progetti.
Altre opere sono con bambini che fabbricano mattoni sotto ai quali schiacciano la loro infanzia e che vogliono porre attenzione sul fatto reale che parole uguali hanno, anche a distanza di pochi chilometri, significati terribilmente opposti, ironicamente tragici.

Ho voluto inserire in questo contesto anche un’opera complessa e diretta, composta da cinque pannelli, IL VIAGGIO: cinque tavole che illustrano, all’interno del viaggio attorno all’EGO, all’io, un altro viaggio senza ritorno che è compiuto dal frutto del pensiero umano più basso e meschino: una pallottola, che compie il proprio destino compiendo un destino altrui.

Il mistero della spiritualità che sovrintende ogni azione dell’uomo, legata all’esistenza stessa del genere umano, sia essa considerata o meno, è rappresentata da la MADONNA DELLA STRADA II, una grande tela, con soggetto in dimensioni reali e che ritrova l’elemento cartone come costante isolamento dalla vita sociale e come contenitore minimalista, basico, per la conservazione del valore che la coscienza riveste, paradossalmente, sempre di più con questo avanzare nell’inizio del terzo millennio.

Marco Rindori.

ENGLISH:

LEGOLAND AND ITS REASONS 13 Jan. ’08
In a complex and multi ethnic society which will further increase these features an important role of art is to present an overview of how this complexity, limited, for large groups, on how wide is the difference and what can be reviewed  as a resource rather than as an impediment to progress.
The strange thing is that in Italy is strongly rooted individualism so as to become, this is obstacle to social development; yet it is still a high fear to those who bring different habits, almost as if habits were so unalterable as to be their “bearers” of people and not vice versa.
This set of people, people, is caught in moments real, absolutely not built, random and studied, and appear to another person, the viewer, who watches them from the inside of a box, a container, in fact, fears, preconceptions, prejudices, a cardboard box that wants to explain how weak is the cultural barrier that the progress of time has transformed, from the ancient and massive walls of rock, paper, cardboard.
And it is, the cardboard, symbol, conservation concept orderly, with its regular shapes and which match other forms in an absurd set of insulation; Here the box is broken and a person looks from the outside in and curious smiles or greets, or sits in a stalemate with no color as a limbo waiting that we can become aware of being part of a whole that must be harmonized and not isolate themselves .
I deliberately put the emphasis on the elderly, women and children because they are always the element object and subject of blackmail in a transversal vision of times and latitudes, but there are other social types, in the extreme, even, because the reality is always higher than the fantasy.
Cardboard is perhaps the intrinsic character of the series and covers almost all the works except those which represent some prototypes of tranquility, with a mother who takes care of the child, or where you see two people “under the influence” of approval and falsante induced by false messages of integration, where only the notorious consumer goods to make the same but never like this;
same clothes, same items signed, same attitudes to figures made in the synthesis of its own emptiness and in a non-color, nothing of ideas and projects.
Other works with children who make bricks under which crush their childhood and want to pay attention to the reality that the same words have, even at a distance of a few kilometers, terribly opposite meanings, ironically tragic.
I wanted to include in this context also a complex and direct, composed of five panels, THE TRIP: five tables illustrating, in the journey around the EGO, ego, another trip with no return which is made by the result of human thought lowest and mean: a bullet, which fulfills his destiny fulfilling a destiny of others.
The mystery of spirituality that oversees every human action, linked to the very existence of mankind, whether considered or not, is represented by the MADONNA  OF THE ROAD II, a large canvas, with subject-size and found that the ‘ cardboard element as constant isolation from social life as a container and minimalist, basic, for the preservation of the value that consciousness plays, paradoxically, more and more with this advance in the beginning of the third millennium.
Marco Rindori.

A- IO SONO TE il controllore
01 IO SONO TE. il controllore
B- IO SONO TE modidimoda 50
02 IO SONO TE. modidimoda
C- IO SONO TE dente d'oro 50
03. IO SONO TE. dente d’oro
D- IO SONO TE strappo bambù 40
04. IO SONO TE. strappo bambù
E- IO SONO TE fez 50
05. IO SONO TE. Fez
F-IO SONO TE L' Egoland 40
06. L’EGO-LAND
G- IO SONO TE India 50
07. IO SONO TE. India
H- IO SONO TE colors 50.70
08. IO SONO TE. Colors.
I-IO SONO TE bambina 50
09. IO SONO TE. Bambina.
L- IO SONO TE Acqua 50
10. IO SONO TE. Acqua.
M- IO SONO TE bambino 50
11. IO SONO TE. Bambino.
N- IO SONO TE italia orientale 50
12. IO SONO TE. Italia d’Oriente
O- MADONNA DELLA STRADA II 120.150
13. IO SONO TE. Madonna della Strada.
P- IL VIAGGIO tav. 50x50 1 di 5
14. IO SONO TE. il viaggio. 1 di 5
P- IL VIAGGIO tav. 50x50 2 di 5
15. IO SONO TE. il viaggio. 2 di 5
P- IL VIAGGIO tav. 50x50 3 di 5
16. IO SONO TE. il viaggio. 3 di 5.
P-IL VIAGGIO tav. 50x50 4 di 5
17. IO SONO TE. il viaggio. 4 di 5
P- IL VIAGGIO tav. 50x50 5 di 5
18. IO SONO TE. il viaggio. 5 di 5

 

IL BIBLIOTECARIO: Omaggio a Giuseppe Arcimboldi- Scultura a tecnica mista = THE LIBRARY, tribute to Arcimboldi, mixed technique sculpture

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01 INIZIO DEI LAVORI….
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02 STUDI PER DIVERSE IPOTESI
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03 …SENZA MAI PERDERE DI VISTA IL RIFERIMENTO….
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04 …PASSAGGI DI CAOS APPARENTE, MA L’OPERA CRESCE…
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06 …COSTRUIRE L’ARTE: UN’EMOZIONE SEMPRE NUOVA…
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09 DETTAGLIO LATO SINISTRO..
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10 TUTTE LE PARTI SONO COSTRUITE A MANO CON PAGINE DI LIBRI ANTICHI…
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11 DETTAGLIO IN BASSO A SINISTRA (DAL LATO DELLA SCULTURA)
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12 VISTA DI 3/4…
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13 DETTAGLIO DEL LIBRO-SPALLA DX LATO FIGURA…
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15 L’OPERA TERMINATA (LATO DESTRO) E L’IMMAGINE DA CUI DERIVA…
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16 L’OPERA TERMINATA (LATO SINISTRO)..
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17 UNA INTENSA ESPRESSIONE MEDITABONDA, COI CAPELLI SPETTINATI….
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18 ILLUSTRI PRECEDENTI: L’HOMME DE CAFE 01′ ESEGUITO SU COMMISSIONE PER UNA IMPORTANTE AZIENDA DEL SETTORE, CUI E’ SEGUITO….
HOMME-DE-CAFE-02
19 ..L’HOMME DE CAFE’ 2: UN’ALTRA COMPOSIZIONE INEDITA USANDO SOLO OGGETTI REALI DEL MONDO DEL CAFFE’..
MANIERA-ARCIMBOLDESCA-Pagnini-caffè
20 UNA DELLE DUE OPERE….
HOMME-DE-CAFE
21 E QUESTA E’ L’ALTRA…
BOZZETTO-HOMME-DE-CAFE-01
…ED IL BOZZETTO PREPARATORIO (UNO DEI TANTI….)
BOZZETTO-CAFFE-02
22 …L’ALTRO BOZZETTO PER IL DIPINTO
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23..IL MAESTRO ED IL SUO LAVORO: ARCIMBOLDI, IL BIBLIOTECARIO.
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24 IL LUOGO CHE HA ISPIRATO L’OPERA: PISA BOOK FESTIVAL, UN LUOGO MAGICO, VISITATELO…

OMAGGIO A GIUSEPPE ARCIMBOLDI
IL BIBLIOTECARIO

Giuseppe Arcimboldo nacque a Milano nel 1526, figlio di Biagio, pittore accreditato presso la Veneranda Fabbrica del Duomo e discendente da un ramo cadetto di un’aristocratica famiglia milanese. Presso la bottega paterna Giuseppe iniziò la sua attività artistica verso il 1549, anno in cui lo sappiamo impegnato nel disegno di cartoni che dovevano servire per la costruzione delle Vetrate del duomo di Milano.
lo storicoPaolo Morigia, amico di Giuseppe, parla di lui come di «…pittore raro, e in molte altre virtù studioso, e eccellente; e dopo l’aver dato saggio di lui, e del suo valore, così nella pittura come in diverse bizzarrie, non solo nella patria, ma ancor fuori, acquistasse gran lode…».
La formazione milanese dell’Arcimboldo lo vide dunque interessarsi a “diverse bizzarrie”, e c’è da scommettere che tra queste abbiano avuto un posto di rilievo le caricature fisiognomiche rese celebri – come testimoniaGiovanni Paolo Lomazzo – dal soggiorno milanese di Leonardo.
Nonostante la fama internazionale presto raggiunta, il catalogo delle opere di Arcimboldo a noi pervenuto è piuttosto scarno; esso si incentra in larga misura sulle famose “Teste Composte” fisionomie grottesche ottenute attraverso bizzarre combinazioni di una straordinaria varietà di forme viventi o di cose.

Il bibliotecario è stato dipinto da Giuseppe Arcimboldo – detto anche Arcimboldi – nel 1566; si tratta di un olio su tela che misura 97 x71 cm. Attualmente è conservato a Stoccolma nel museo castello di Skoklosters. Questo ritratto, che compone la fisionomia di un bibliotecario con la sistemazione dei libri, appartiene alle opere fantastiche che contraddistinguono la produzione artistica di Arcimboldo ed è stato eseguito in 21 repliche, per vari committenti dell’epoca.
La caratteristica principale del pittore milanese è quella di avere raffigurato soggetti con l’uso di oggetti e cose pertinenti alla loro vita e alle loro attività. Sono definite teste composite e, come in questo caso, la composizione è raffinata e molto originale, e sostanzia l’attività professionale del soggetto, appunto il bibliotecario.

Ho eseguito decine di riproduzioni di Arcimboldi, nel corso di decine di anni di professione, e imparando dettagli tecnici nel corso di numerose visite ai Musei dove sono esposte le sue opere.
Nel tempo avevo maturato la voglia di eseguire, prima o poi, una scultura partendo da un suo dipinto, una sorta di catarsi fra due e tre dimensioni, un passaggio inverso dal soggetto all’oggetto, dove il riferimento non è una composizione costruita ma il suo riflesso pittorico e il risultato è una scultura vera e propria. Intanto ero passato alla fase creativa realizzando per un importante committente due dipinti alla “maniera arcimboldesca” a tema: e cioè il caffè, impiegando oggetti del mondo del caffè, che è una scoperta del 1700, ma con la tecnica di un pittore del 1500, con un risultato ottimo.

In questa opera tridimensionale ho impiegato autentici libri antichi e molto vecchi, e ho costruito a mano altri volumi in base allle dimensioni che mi occorrevano, usando anche alcune pagine di un antico registro scritto a mano e datato intorno al 1575..
Il risultato è per me emozionante perchè dopo tanti lavori al cavalletto ho realizzato una metamorfosi di un’emozione che ricordo ad ogni nuovo dipinto che realizzavo come sua copia, ed è per me un piacere mostrare qui la sequenza fotografica della sua genesi.
Grazie.
Marco Rindori.

MATERA IN.CANTA DANTE – Matera, ex Ospedale e carcere di S. Rocco, P.zza S. Giovanni. Dal 01 Sett. al 10 Ottobre 2015. Mostra delle illustrazioni del libro “INFERNO SCANDALOSO MISTERO” di Marino A. Balducci, MJM Editore

Questa Mostra personale, a cura della Regione Basilicata, Provincia di Matera, Comune di Matera, Comitato Promotore UNESCO Matera, Ass. Culturale LA SCALETTA Matera, nasce da un progetto legato alle celebrazioni per il centenario di Dante Alighieri, il padre della lingua italiana, che ha scritto la sua COMEDIA come un viaggio immaginario che poi è un trattato di psicanalisi ante-litteram.

Io sono stato invitato nel 2006, durante un Master in Ermeneutica dantesca presso Carla Rossi Academy, una fondazione presieduta dal Prof. Balducci, che si occupa di divulgare l’ermeneutica di Dante nel Mondo, dal Prof. Marino Alberto Balducci ad illustrarne la versione in prosa moderna, per darne una versione legata alle emozioni che il viaggio narrato suscita, e ho creato queste tavole a tecnica mista pensandole come un dialogo tra chi legge e chi guarda da un lato, e Dante dall’altro, in una continua verifica per immagini che nelle intenzioni vogliono essere la descrizione a colori delle parole così evocative del Poeta.

Le immagini dell’allestimento e inaugurazione, poi il proseguo e la serata di lezione che il Prof. Balducci ha tenuto nella sede della Mostra, il 13 Settembre 2015, sono mostrate per condividere un momento di gioia partecipata per me con voi, che vedo per la prima volta tutte assieme le Tavole esposte ad una personale con un tema tanto importante.

Ringrazio tutte le splendide persone che  hanno permesso tutto questo, in primis la Presidente  Stefania De Toma del C.P. UNESCO Matera, dalla quale sono nate tutte le iniziative legate a “Matera InCanta Dante 2015” e autentico motore creativo, l’Architetto Biagio Lafratta, Sovrintendente Beni Artistici, Patrizia Minardi Dirigente Cooperazione Internazionale Regione Basilicata, e la favolosa Giusy Sciortino guida omnipresente e anima vitale della Mostra nelle sale dell’Ex Opsedale San Rocco, senza la sua quotidiana presenza tutto sarebbe stato difficile…

manifesto originale della Mostra
manifesto originale della Mostra
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con il Sovrintendente ai Beni Artitici e Culturali Arch. Biagio Lafratta, una persona splendida e luminosa..
FURTO TAVOLA D.C. MATERA
..un furto di una tavola, poi ritrovata nascosta in attesa di essere portata fuori..

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I C O O N S PROJECT

OIL ON GOLD LEAF ON ANCIENT WOOD ICOONS---EURO-LOGO ICOONS---FACEBOOK-LOGO ICOONS---I-PHONE ICOONS---LUX-&-LUXURY-(MERCEDES-LOGO) ICOONS---MADONNA ICOONS---MICHAEL-JACKSON ICOONS---NELSON-MANDELA ICOONS---RAY-BAN ICOONS---ROLEX ICOONS---VESPA ICOONS---VIAGRA

I C O O N S  Project

The support is a table in solid molded with the bottom plaster and glue, red bole and burnished gold leaf, of course, all handmade by me, the halo of holiness is summarized in an abstract design and molten silver, measures range from small, almost pocket, to medium, designed to be hung or supported above a cabinet.
The location is more provocative as head bed, in comparison with the other faith, the official one, the “serious”.
The images are made to give the instant message and the recognizability of the subject so that it is the immediate identification of the own experience both as an image, a projection of desire, both as a sign of a personal path of life.
The subjects I have chosen are taken from my experience, from my feeling and perceiving, and constitute a first block of icons in a pun ICOONS become contaminated by globalization, by “icon” and “cocoon” : a non-place where it turns thought into feeling and the game is in suggesting new images that are universally recognizable to make the challenge more identifiable and with it develop reasoning with his conscience.A number of subjects taken from everyday life, from the network, from advertising.
A series of objects-protagonists against our daily life, crept into the day-to-day slowly, quietly but suddenly become symbols of a secular creed competing with religious faith as the quantity and quality of feeling.
Icon is an object symbol, an image that accompanies and comforts when crossing unknown places and in times of loss, as a reminder, a family photo.
Icon as a secular symbol, then, as the mega billboard advertising that becomes a point of reference when we set an appointment.
My icons are a perfect continuation of the function for which they were born centuries ago and at the same time a complaint of the drift that has taken the thought of faith; those icons these take some components such as:
-the table-bottom-gold micro-percussion-la, or, size / -l’aspetto classic like the table, diptych, triptych.

 

Una serie di soggetti presi dalla vita di tutti i giorni, dalla rete, dalla pubblicità.

Una serie di oggetti-soggetti protagonisti nostro malgrado della vita quotidiana, insinuati nel giorno-per-giorno lentamente, senza fare rumore ma di colpo diventati simboli di un credo laico in competizione con la fede religiosa come quantità e qualità di sentimento.

Icona è un oggetto simbolo, un’immagine che accompagna e conforta quando si attraversano luoghi sconosciuti e nei momenti di smarrimento come un promemoria, una foto familiare.

Icona come simbolo laico, quindi, come il mega cartellone della pubblicità che diventa un punto di riferimento quando ci diamo appuntamento.

Le mie icone sono un ideale proseguo della funzione per la quale sono nate secoli fa e nello stesso tempo una denuncia della deriva che ha preso il pensiero della fede; da quelle icone queste prendono alcuni elementi costruttivi quali:

-la tavola-il fondo oro-la bulinatura-la, o le, dimensione/i -l’aspetto classico come tavola, dittico, trittico.

Il supporto è un a tavola in massello sagomata con il fondo in gesso e colla, bolo rosso e foglia d’oro brunita, ovviamente tutto eseguito a mano da me, l’aureola della Santità è sintetizzata in un disegno astratto e fuso in argento, le misure oscillano da piccole, quasi tascabili, a medie, pensate per essere appese o appoggiate sopra un mobile.

La collocazione più provocatoria è come capo letto in un’aperto confronto con l’altra fede, quella ufficiale, quella “seria”.

Le immagini sono realizzate per rendere immediato il messaggio,e la riconoscibilità del soggetto in modo che sia immediata l’identificazione del proprio vissuto sia come un’immagine, una proiezione del desiderio, sia come un’insegna di un personale percorso di vita.

I soggetti che ho scelto sono presi dal mio vissuto, dal mio sentire e percepire, e costituiscono un primo blocco di icone che in un gioco di parole contaminato dalla globalizzazione diventano ICOONS, da “icona” e “cocoon” (bozzolo): un non-luogo dove si trasforma il pensiero in sentimento e il gioco è nel suggerire nuove immagini che siano universalmente riconoscibili per rendere la provocazione più riconoscibile e con essa sviluppare il ragionamento con la propria coscienza.

Buon divertimento.

 

PIETER BRUEGHEL. KERMESSE NUZIALE (con autoritratto)

KERMESSE NUZIALE (con autoritratto) WEDDING FAIR (with self-portrait)
olio su tavola 123×164

Quest’opera, realizzata come studio sulla tecnica di Pieter Brueghel, è una composizione originale di due opere dello stesso autore: IL BALLO DI CONTADINI e KERMESSE, entrambe del 1500.
Tecnica pittorica e materiali (pigmenti) sono le più simili possibile alle stesse dell’Autore originale, e la sola figura con un cappuccio è dipinta con il mio viso come autoritratto, ed è seduta accanto a quello che pare essere un ritratto di Pieter Brueghel. Di seguito un’immagine dell’opera con un dettaglio ingrandito del mio autoritratto

This work, realized as a study on the technique of Pieter Brueghel, is an original composition of two works by the same author: DANCE OF FARMERS and FAIR, both in 1500.
Painting technique and materials (pigments) are the most similar as possible to the same author’s original, and the only figure with a hood is painted with my face like self-portrait, and is sitting next to what appears to be a portrait of Pieter Brueghel. Below a picture of the work with an enlarged detail of my self-portrait

dettaglio del mio autoritratto.  detail of my self-portrait
dettaglio del mio autoritratto.
detail of my self-portrait

GAETANO CHIERICI (Reggio nell’Emilia, 1838 – Reggio nell’Emilia, 1920). Serie di riproduzioni

il figlio del ciabattino. the son of a cobbler
il figlio del ciabattino.
the son of a cobbler
la maschera. the mask
la maschera.
the mask
la maschera II. the mask II
la maschera II.
the mask II
la prima fumata. the first smoke
la prima fumata.
the first smoke
uno spaventoso stato di cose. a dreadful state of things
uno spaventoso stato di cose.
a dreadful state of things

Questa serie di dipinti è stata eseguita su commissione per la stessa persona, un privato collezionista di opere d’arte, come riproduzioni di un genere romantico tipico della fine 1800. Quando possibile sono stati usate tecniche e materiali coevi del periodo di riferimento.

This set of paintings was done on commission for the same person, a private collector of art works, such as reproductions of a romantic genre typical of late 1800. When possible have been used techniques and materials of the contemporary period.