L’EGO-LAND (io sono te…)

L’EGOLAND E LE SUE RAGIONI   13 gennaio ’08

In una società complessa e multi etnica che vedrà aumentare ulteriormente queste caratteristiche un ruolo cardine dell’arte è quello di presentare questa complessità come una panoramica, limitata, per grandi gruppi, su quanto ampia sia la diversità e quanto possa essere rivista in un’ottica di contribuzione, come una risorsa piuttosto che come un impedimento al progredire.

La cosa strana è che proprio in Italia è fortemente radicato l’individualismo tanto da divenire, questo si, ostacolo allo sviluppo sociale; eppure è ancora alto il timore verso chi porta abitudini differenti, quasi come se le abitudini fossero talmente immodificabili da essere loro “portatrici” di persone e non viceversa.

Questa serie di persone, la gente, è colta in attimi reali, assolutamente non costruiti, casuali e non studiati, e si presentano ad un’altra persona, lo spettatore, che le guarda dall’interno di una scatola: un contenitore, appunto, di paure, preconcetti, pregiudizi, una scatola di cartone che vuole spiegare quanto debole sia la barriera culturale che il progredire del tempo ha trasformato, dalle antiche e poderose mura di pietra, alla carta, al cartone.
Ed è, il cartone, simbolo, concetto di conservazione ordinata, con le sue forme regolari e che combaciano con altre forme in un assurdo insieme di isolamenti; qui la scatola è rotta e dall’esterno una persona guarda curiosa dentro e sorride, o saluta, o sta seduta in un nulla senza colore come un limbo in attesa che si possa prendere coscienza di far parte di un insieme che deve armonizzarsi e non isolarsi.
Ho volutamente messo l’accento su vecchi, donne e bambini perché sono sempre loro l’elemento più oggetto e soggetto di ricatto in una visione trasversale dei tempi e delle latitudini, ma non mancano altre tipologie sociali, fino all’eccesso, perfino, perché la realtà è sempre superiore alla fantasia.
Il cartone è forse il protagonista intrinseco della serie e riveste quasi tutte le opere tranne quelle dove rappresento alcuni prototipi di tranquillità, con una madre che accudisce il figlio, oppure dove si vedono due persone “sotto l’effetto” di un’omologazione falsante e indotta da falsi messaggi di integrazione, dove sono solo i famigerati beni di consumo a renderci uguali ma mai più simili;
stesso abbigliamento, stessi oggetti firmati, stessi atteggiamenti per figure rese nella sintesi della propria vacuità e in un ambiente di non-colore, un nulla di idee e di progetti.
Altre opere sono con bambini che fabbricano mattoni sotto ai quali schiacciano la loro infanzia e che vogliono porre attenzione sul fatto reale che parole uguali hanno, anche a distanza di pochi chilometri, significati terribilmente opposti, ironicamente tragici.

Ho voluto inserire in questo contesto anche un’opera complessa e diretta, composta da cinque pannelli, IL VIAGGIO: cinque tavole che illustrano, all’interno del viaggio attorno all’EGO, all’io, un altro viaggio senza ritorno che è compiuto dal frutto del pensiero umano più basso e meschino: una pallottola, che compie il proprio destino compiendo un destino altrui.

Il mistero della spiritualità che sovrintende ogni azione dell’uomo, legata all’esistenza stessa del genere umano, sia essa considerata o meno, è rappresentata da la MADONNA DELLA STRADA II, una grande tela, con soggetto in dimensioni reali e che ritrova l’elemento cartone come costante isolamento dalla vita sociale e come contenitore minimalista, basico, per la conservazione del valore che la coscienza riveste, paradossalmente, sempre di più con questo avanzare nell’inizio del terzo millennio.

Marco Rindori.

ENGLISH:

LEGOLAND AND ITS REASONS 13 Jan. ’08
In a complex and multi ethnic society which will further increase these features an important role of art is to present an overview of how this complexity, limited, for large groups, on how wide is the difference and what can be reviewed  as a resource rather than as an impediment to progress.
The strange thing is that in Italy is strongly rooted individualism so as to become, this is obstacle to social development; yet it is still a high fear to those who bring different habits, almost as if habits were so unalterable as to be their “bearers” of people and not vice versa.
This set of people, people, is caught in moments real, absolutely not built, random and studied, and appear to another person, the viewer, who watches them from the inside of a box, a container, in fact, fears, preconceptions, prejudices, a cardboard box that wants to explain how weak is the cultural barrier that the progress of time has transformed, from the ancient and massive walls of rock, paper, cardboard.
And it is, the cardboard, symbol, conservation concept orderly, with its regular shapes and which match other forms in an absurd set of insulation; Here the box is broken and a person looks from the outside in and curious smiles or greets, or sits in a stalemate with no color as a limbo waiting that we can become aware of being part of a whole that must be harmonized and not isolate themselves .
I deliberately put the emphasis on the elderly, women and children because they are always the element object and subject of blackmail in a transversal vision of times and latitudes, but there are other social types, in the extreme, even, because the reality is always higher than the fantasy.
Cardboard is perhaps the intrinsic character of the series and covers almost all the works except those which represent some prototypes of tranquility, with a mother who takes care of the child, or where you see two people “under the influence” of approval and falsante induced by false messages of integration, where only the notorious consumer goods to make the same but never like this;
same clothes, same items signed, same attitudes to figures made in the synthesis of its own emptiness and in a non-color, nothing of ideas and projects.
Other works with children who make bricks under which crush their childhood and want to pay attention to the reality that the same words have, even at a distance of a few kilometers, terribly opposite meanings, ironically tragic.
I wanted to include in this context also a complex and direct, composed of five panels, THE TRIP: five tables illustrating, in the journey around the EGO, ego, another trip with no return which is made by the result of human thought lowest and mean: a bullet, which fulfills his destiny fulfilling a destiny of others.
The mystery of spirituality that oversees every human action, linked to the very existence of mankind, whether considered or not, is represented by the MADONNA  OF THE ROAD II, a large canvas, with subject-size and found that the ‘ cardboard element as constant isolation from social life as a container and minimalist, basic, for the preservation of the value that consciousness plays, paradoxically, more and more with this advance in the beginning of the third millennium.
Marco Rindori.

A- IO SONO TE il controllore
01 IO SONO TE. il controllore
B- IO SONO TE modidimoda 50
02 IO SONO TE. modidimoda
C- IO SONO TE dente d'oro 50
03. IO SONO TE. dente d’oro
D- IO SONO TE strappo bambù 40
04. IO SONO TE. strappo bambù
E- IO SONO TE fez 50
05. IO SONO TE. Fez
F-IO SONO TE L' Egoland 40
06. L’EGO-LAND
G- IO SONO TE India 50
07. IO SONO TE. India
H- IO SONO TE colors 50.70
08. IO SONO TE. Colors.
I-IO SONO TE bambina 50
09. IO SONO TE. Bambina.
L- IO SONO TE Acqua 50
10. IO SONO TE. Acqua.
M- IO SONO TE bambino 50
11. IO SONO TE. Bambino.
N- IO SONO TE italia orientale 50
12. IO SONO TE. Italia d’Oriente
O- MADONNA DELLA STRADA II 120.150
13. IO SONO TE. Madonna della Strada.
P- IL VIAGGIO tav. 50x50 1 di 5
14. IO SONO TE. il viaggio. 1 di 5
P- IL VIAGGIO tav. 50x50 2 di 5
15. IO SONO TE. il viaggio. 2 di 5
P- IL VIAGGIO tav. 50x50 3 di 5
16. IO SONO TE. il viaggio. 3 di 5.
P-IL VIAGGIO tav. 50x50 4 di 5
17. IO SONO TE. il viaggio. 4 di 5
P- IL VIAGGIO tav. 50x50 5 di 5
18. IO SONO TE. il viaggio. 5 di 5