IL BIBLIOTECARIO: Omaggio a Giuseppe Arcimboldi- Scultura a tecnica mista = THE LIBRARY, tribute to Arcimboldi, mixed technique sculpture

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01 INIZIO DEI LAVORI….
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02 STUDI PER DIVERSE IPOTESI
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03 …SENZA MAI PERDERE DI VISTA IL RIFERIMENTO….
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04 …PASSAGGI DI CAOS APPARENTE, MA L’OPERA CRESCE…
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06 …COSTRUIRE L’ARTE: UN’EMOZIONE SEMPRE NUOVA…
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09 DETTAGLIO LATO SINISTRO..
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10 TUTTE LE PARTI SONO COSTRUITE A MANO CON PAGINE DI LIBRI ANTICHI…
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11 DETTAGLIO IN BASSO A SINISTRA (DAL LATO DELLA SCULTURA)
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12 VISTA DI 3/4…
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13 DETTAGLIO DEL LIBRO-SPALLA DX LATO FIGURA…
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15 L’OPERA TERMINATA (LATO DESTRO) E L’IMMAGINE DA CUI DERIVA…
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16 L’OPERA TERMINATA (LATO SINISTRO)..
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17 UNA INTENSA ESPRESSIONE MEDITABONDA, COI CAPELLI SPETTINATI….
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18 ILLUSTRI PRECEDENTI: L’HOMME DE CAFE 01′ ESEGUITO SU COMMISSIONE PER UNA IMPORTANTE AZIENDA DEL SETTORE, CUI E’ SEGUITO….
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19 ..L’HOMME DE CAFE’ 2: UN’ALTRA COMPOSIZIONE INEDITA USANDO SOLO OGGETTI REALI DEL MONDO DEL CAFFE’..
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20 UNA DELLE DUE OPERE….
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21 E QUESTA E’ L’ALTRA…
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…ED IL BOZZETTO PREPARATORIO (UNO DEI TANTI….)
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22 …L’ALTRO BOZZETTO PER IL DIPINTO
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23..IL MAESTRO ED IL SUO LAVORO: ARCIMBOLDI, IL BIBLIOTECARIO.
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24 IL LUOGO CHE HA ISPIRATO L’OPERA: PISA BOOK FESTIVAL, UN LUOGO MAGICO, VISITATELO…

OMAGGIO A GIUSEPPE ARCIMBOLDI
IL BIBLIOTECARIO

Giuseppe Arcimboldo nacque a Milano nel 1526, figlio di Biagio, pittore accreditato presso la Veneranda Fabbrica del Duomo e discendente da un ramo cadetto di un’aristocratica famiglia milanese. Presso la bottega paterna Giuseppe iniziò la sua attività artistica verso il 1549, anno in cui lo sappiamo impegnato nel disegno di cartoni che dovevano servire per la costruzione delle Vetrate del duomo di Milano.
lo storicoPaolo Morigia, amico di Giuseppe, parla di lui come di «…pittore raro, e in molte altre virtù studioso, e eccellente; e dopo l’aver dato saggio di lui, e del suo valore, così nella pittura come in diverse bizzarrie, non solo nella patria, ma ancor fuori, acquistasse gran lode…».
La formazione milanese dell’Arcimboldo lo vide dunque interessarsi a “diverse bizzarrie”, e c’è da scommettere che tra queste abbiano avuto un posto di rilievo le caricature fisiognomiche rese celebri – come testimoniaGiovanni Paolo Lomazzo – dal soggiorno milanese di Leonardo.
Nonostante la fama internazionale presto raggiunta, il catalogo delle opere di Arcimboldo a noi pervenuto è piuttosto scarno; esso si incentra in larga misura sulle famose “Teste Composte” fisionomie grottesche ottenute attraverso bizzarre combinazioni di una straordinaria varietà di forme viventi o di cose.

Il bibliotecario è stato dipinto da Giuseppe Arcimboldo – detto anche Arcimboldi – nel 1566; si tratta di un olio su tela che misura 97 x71 cm. Attualmente è conservato a Stoccolma nel museo castello di Skoklosters. Questo ritratto, che compone la fisionomia di un bibliotecario con la sistemazione dei libri, appartiene alle opere fantastiche che contraddistinguono la produzione artistica di Arcimboldo ed è stato eseguito in 21 repliche, per vari committenti dell’epoca.
La caratteristica principale del pittore milanese è quella di avere raffigurato soggetti con l’uso di oggetti e cose pertinenti alla loro vita e alle loro attività. Sono definite teste composite e, come in questo caso, la composizione è raffinata e molto originale, e sostanzia l’attività professionale del soggetto, appunto il bibliotecario.

Ho eseguito decine di riproduzioni di Arcimboldi, nel corso di decine di anni di professione, e imparando dettagli tecnici nel corso di numerose visite ai Musei dove sono esposte le sue opere.
Nel tempo avevo maturato la voglia di eseguire, prima o poi, una scultura partendo da un suo dipinto, una sorta di catarsi fra due e tre dimensioni, un passaggio inverso dal soggetto all’oggetto, dove il riferimento non è una composizione costruita ma il suo riflesso pittorico e il risultato è una scultura vera e propria. Intanto ero passato alla fase creativa realizzando per un importante committente due dipinti alla “maniera arcimboldesca” a tema: e cioè il caffè, impiegando oggetti del mondo del caffè, che è una scoperta del 1700, ma con la tecnica di un pittore del 1500, con un risultato ottimo.

In questa opera tridimensionale ho impiegato autentici libri antichi e molto vecchi, e ho costruito a mano altri volumi in base allle dimensioni che mi occorrevano, usando anche alcune pagine di un antico registro scritto a mano e datato intorno al 1575..
Il risultato è per me emozionante perchè dopo tanti lavori al cavalletto ho realizzato una metamorfosi di un’emozione che ricordo ad ogni nuovo dipinto che realizzavo come sua copia, ed è per me un piacere mostrare qui la sequenza fotografica della sua genesi.
Grazie.
Marco Rindori.