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ARCA DI NOE’ / Noah Arch

Riproduzione di un soggetto di Jan Brueghel il Vecchio, si tratta di un olio su tavola di quercia, eseguito seguendo i canoni stilistici e tecnici dell’Autore e del suo tempo. Cornice fine 1800.

Reproduction of a subject by Jan Brueghel the Elder, it’s an oil on oak panel, executed following the stylistic and technical canons of the author and his time. Frame end of 1800.

Olio su Tavola/ Oil on wood
Olio su Tavola/ Oil on wood

MATERNITA’

Ho cercato, forse senza nessuna speranza di riuscirci, di ricordare quell’attimo eterno quando la vita si separa da sé per creare vita, il distacco che è ritrovarsi, il cerchio che si chiude spalancandosi al futuro.

Ho cercato questo e anche se credo sia utopistico farlo, ne sono felice per le belle emozioni che ho provato.

Il risultato è in questo dipinto a tecnica mista: “MATERNITA'”.

Lo condivido qui con voi, perchè la vita è un dono splendido, sempre.

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I tried, perhaps with no hope of doing so, to remember that moment eternal when life separates itself to create life, the detachment that is meet, the circle is closed, opening to the future.

I tried this and even if I think it is utopian to do that, I’m happy for the beautiful emotions I felt.

The result is in this painting in mixed media: “MATERNITY ”.

I share it with you, because life is a wonderful gift, evermore.

 

tecnica mista, assieme.
tecnica mista, assieme.
I vostri figli Sono i figli e le figlie della sete che la vita ha di sé stessa.
I vostri figli
Sono i figli e le figlie della sete che la vita ha di se stessa.
...essi vengono attraverso di voi...
…essi vengono attraverso di voi…
Potete custodire i loro corpi, ma non le loro anime, poiché abitano la casa del domani, che non potrete visitare neppure in sogno....
Potete custodire i loro corpi, ma non le loro anime,
poiché abitano la casa del domani, che non potrete visitare neppure in sogno….
Potete cercare di imitarli, ma non potrete farli simili a voi, poiché la vita procede e non s’attarda su ieri. Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate lontano. (Khalil Gibran)
Potete cercare di imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate lontano.
(Khalil Gibran)

L’EGO-LAND (io sono te…)

L’EGOLAND E LE SUE RAGIONI   13 gennaio ’08

In una società complessa e multi etnica che vedrà aumentare ulteriormente queste caratteristiche un ruolo cardine dell’arte è quello di presentare questa complessità come una panoramica, limitata, per grandi gruppi, su quanto ampia sia la diversità e quanto possa essere rivista in un’ottica di contribuzione, come una risorsa piuttosto che come un impedimento al progredire.

La cosa strana è che proprio in Italia è fortemente radicato l’individualismo tanto da divenire, questo si, ostacolo allo sviluppo sociale; eppure è ancora alto il timore verso chi porta abitudini differenti, quasi come se le abitudini fossero talmente immodificabili da essere loro “portatrici” di persone e non viceversa.

Questa serie di persone, la gente, è colta in attimi reali, assolutamente non costruiti, casuali e non studiati, e si presentano ad un’altra persona, lo spettatore, che le guarda dall’interno di una scatola: un contenitore, appunto, di paure, preconcetti, pregiudizi, una scatola di cartone che vuole spiegare quanto debole sia la barriera culturale che il progredire del tempo ha trasformato, dalle antiche e poderose mura di pietra, alla carta, al cartone.
Ed è, il cartone, simbolo, concetto di conservazione ordinata, con le sue forme regolari e che combaciano con altre forme in un assurdo insieme di isolamenti; qui la scatola è rotta e dall’esterno una persona guarda curiosa dentro e sorride, o saluta, o sta seduta in un nulla senza colore come un limbo in attesa che si possa prendere coscienza di far parte di un insieme che deve armonizzarsi e non isolarsi.
Ho volutamente messo l’accento su vecchi, donne e bambini perché sono sempre loro l’elemento più oggetto e soggetto di ricatto in una visione trasversale dei tempi e delle latitudini, ma non mancano altre tipologie sociali, fino all’eccesso, perfino, perché la realtà è sempre superiore alla fantasia.
Il cartone è forse il protagonista intrinseco della serie e riveste quasi tutte le opere tranne quelle dove rappresento alcuni prototipi di tranquillità, con una madre che accudisce il figlio, oppure dove si vedono due persone “sotto l’effetto” di un’omologazione falsante e indotta da falsi messaggi di integrazione, dove sono solo i famigerati beni di consumo a renderci uguali ma mai più simili;
stesso abbigliamento, stessi oggetti firmati, stessi atteggiamenti per figure rese nella sintesi della propria vacuità e in un ambiente di non-colore, un nulla di idee e di progetti.
Altre opere sono con bambini che fabbricano mattoni sotto ai quali schiacciano la loro infanzia e che vogliono porre attenzione sul fatto reale che parole uguali hanno, anche a distanza di pochi chilometri, significati terribilmente opposti, ironicamente tragici.

Ho voluto inserire in questo contesto anche un’opera complessa e diretta, composta da cinque pannelli, IL VIAGGIO: cinque tavole che illustrano, all’interno del viaggio attorno all’EGO, all’io, un altro viaggio senza ritorno che è compiuto dal frutto del pensiero umano più basso e meschino: una pallottola, che compie il proprio destino compiendo un destino altrui.

Il mistero della spiritualità che sovrintende ogni azione dell’uomo, legata all’esistenza stessa del genere umano, sia essa considerata o meno, è rappresentata da la MADONNA DELLA STRADA II, una grande tela, con soggetto in dimensioni reali e che ritrova l’elemento cartone come costante isolamento dalla vita sociale e come contenitore minimalista, basico, per la conservazione del valore che la coscienza riveste, paradossalmente, sempre di più con questo avanzare nell’inizio del terzo millennio.

Marco Rindori.

ENGLISH:

LEGOLAND AND ITS REASONS 13 Jan. ’08
In a complex and multi ethnic society which will further increase these features an important role of art is to present an overview of how this complexity, limited, for large groups, on how wide is the difference and what can be reviewed  as a resource rather than as an impediment to progress.
The strange thing is that in Italy is strongly rooted individualism so as to become, this is obstacle to social development; yet it is still a high fear to those who bring different habits, almost as if habits were so unalterable as to be their “bearers” of people and not vice versa.
This set of people, people, is caught in moments real, absolutely not built, random and studied, and appear to another person, the viewer, who watches them from the inside of a box, a container, in fact, fears, preconceptions, prejudices, a cardboard box that wants to explain how weak is the cultural barrier that the progress of time has transformed, from the ancient and massive walls of rock, paper, cardboard.
And it is, the cardboard, symbol, conservation concept orderly, with its regular shapes and which match other forms in an absurd set of insulation; Here the box is broken and a person looks from the outside in and curious smiles or greets, or sits in a stalemate with no color as a limbo waiting that we can become aware of being part of a whole that must be harmonized and not isolate themselves .
I deliberately put the emphasis on the elderly, women and children because they are always the element object and subject of blackmail in a transversal vision of times and latitudes, but there are other social types, in the extreme, even, because the reality is always higher than the fantasy.
Cardboard is perhaps the intrinsic character of the series and covers almost all the works except those which represent some prototypes of tranquility, with a mother who takes care of the child, or where you see two people “under the influence” of approval and falsante induced by false messages of integration, where only the notorious consumer goods to make the same but never like this;
same clothes, same items signed, same attitudes to figures made in the synthesis of its own emptiness and in a non-color, nothing of ideas and projects.
Other works with children who make bricks under which crush their childhood and want to pay attention to the reality that the same words have, even at a distance of a few kilometers, terribly opposite meanings, ironically tragic.
I wanted to include in this context also a complex and direct, composed of five panels, THE TRIP: five tables illustrating, in the journey around the EGO, ego, another trip with no return which is made by the result of human thought lowest and mean: a bullet, which fulfills his destiny fulfilling a destiny of others.
The mystery of spirituality that oversees every human action, linked to the very existence of mankind, whether considered or not, is represented by the MADONNA  OF THE ROAD II, a large canvas, with subject-size and found that the ‘ cardboard element as constant isolation from social life as a container and minimalist, basic, for the preservation of the value that consciousness plays, paradoxically, more and more with this advance in the beginning of the third millennium.
Marco Rindori.

A- IO SONO TE il controllore
01 IO SONO TE. il controllore
B- IO SONO TE modidimoda 50
02 IO SONO TE. modidimoda
C- IO SONO TE dente d'oro 50
03. IO SONO TE. dente d’oro
D- IO SONO TE strappo bambù 40
04. IO SONO TE. strappo bambù
E- IO SONO TE fez 50
05. IO SONO TE. Fez
F-IO SONO TE L' Egoland 40
06. L’EGO-LAND
G- IO SONO TE India 50
07. IO SONO TE. India
H- IO SONO TE colors 50.70
08. IO SONO TE. Colors.
I-IO SONO TE bambina 50
09. IO SONO TE. Bambina.
L- IO SONO TE Acqua 50
10. IO SONO TE. Acqua.
M- IO SONO TE bambino 50
11. IO SONO TE. Bambino.
N- IO SONO TE italia orientale 50
12. IO SONO TE. Italia d’Oriente
O- MADONNA DELLA STRADA II 120.150
13. IO SONO TE. Madonna della Strada.
P- IL VIAGGIO tav. 50x50 1 di 5
14. IO SONO TE. il viaggio. 1 di 5
P- IL VIAGGIO tav. 50x50 2 di 5
15. IO SONO TE. il viaggio. 2 di 5
P- IL VIAGGIO tav. 50x50 3 di 5
16. IO SONO TE. il viaggio. 3 di 5.
P-IL VIAGGIO tav. 50x50 4 di 5
17. IO SONO TE. il viaggio. 4 di 5
P- IL VIAGGIO tav. 50x50 5 di 5
18. IO SONO TE. il viaggio. 5 di 5

 

IL BIBLIOTECARIO: Omaggio a Giuseppe Arcimboldi- Scultura a tecnica mista = THE LIBRARY, tribute to Arcimboldi, mixed technique sculpture

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01 INIZIO DEI LAVORI….
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02 STUDI PER DIVERSE IPOTESI
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03 …SENZA MAI PERDERE DI VISTA IL RIFERIMENTO….
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04 …PASSAGGI DI CAOS APPARENTE, MA L’OPERA CRESCE…
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06 …COSTRUIRE L’ARTE: UN’EMOZIONE SEMPRE NUOVA…
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09 DETTAGLIO LATO SINISTRO..
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10 TUTTE LE PARTI SONO COSTRUITE A MANO CON PAGINE DI LIBRI ANTICHI…
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11 DETTAGLIO IN BASSO A SINISTRA (DAL LATO DELLA SCULTURA)
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12 VISTA DI 3/4…
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13 DETTAGLIO DEL LIBRO-SPALLA DX LATO FIGURA…
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15 L’OPERA TERMINATA (LATO DESTRO) E L’IMMAGINE DA CUI DERIVA…
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16 L’OPERA TERMINATA (LATO SINISTRO)..
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17 UNA INTENSA ESPRESSIONE MEDITABONDA, COI CAPELLI SPETTINATI….
HOMME-DE-CAFE-01
18 ILLUSTRI PRECEDENTI: L’HOMME DE CAFE 01′ ESEGUITO SU COMMISSIONE PER UNA IMPORTANTE AZIENDA DEL SETTORE, CUI E’ SEGUITO….
HOMME-DE-CAFE-02
19 ..L’HOMME DE CAFE’ 2: UN’ALTRA COMPOSIZIONE INEDITA USANDO SOLO OGGETTI REALI DEL MONDO DEL CAFFE’..
MANIERA-ARCIMBOLDESCA-Pagnini-caffè
20 UNA DELLE DUE OPERE….
HOMME-DE-CAFE
21 E QUESTA E’ L’ALTRA…
BOZZETTO-HOMME-DE-CAFE-01
…ED IL BOZZETTO PREPARATORIO (UNO DEI TANTI….)
BOZZETTO-CAFFE-02
22 …L’ALTRO BOZZETTO PER IL DIPINTO
arcimboldo-bibliotecario
23..IL MAESTRO ED IL SUO LAVORO: ARCIMBOLDI, IL BIBLIOTECARIO.
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24 IL LUOGO CHE HA ISPIRATO L’OPERA: PISA BOOK FESTIVAL, UN LUOGO MAGICO, VISITATELO…

OMAGGIO A GIUSEPPE ARCIMBOLDI
IL BIBLIOTECARIO

Giuseppe Arcimboldo nacque a Milano nel 1526, figlio di Biagio, pittore accreditato presso la Veneranda Fabbrica del Duomo e discendente da un ramo cadetto di un’aristocratica famiglia milanese. Presso la bottega paterna Giuseppe iniziò la sua attività artistica verso il 1549, anno in cui lo sappiamo impegnato nel disegno di cartoni che dovevano servire per la costruzione delle Vetrate del duomo di Milano.
lo storicoPaolo Morigia, amico di Giuseppe, parla di lui come di «…pittore raro, e in molte altre virtù studioso, e eccellente; e dopo l’aver dato saggio di lui, e del suo valore, così nella pittura come in diverse bizzarrie, non solo nella patria, ma ancor fuori, acquistasse gran lode…».
La formazione milanese dell’Arcimboldo lo vide dunque interessarsi a “diverse bizzarrie”, e c’è da scommettere che tra queste abbiano avuto un posto di rilievo le caricature fisiognomiche rese celebri – come testimoniaGiovanni Paolo Lomazzo – dal soggiorno milanese di Leonardo.
Nonostante la fama internazionale presto raggiunta, il catalogo delle opere di Arcimboldo a noi pervenuto è piuttosto scarno; esso si incentra in larga misura sulle famose “Teste Composte” fisionomie grottesche ottenute attraverso bizzarre combinazioni di una straordinaria varietà di forme viventi o di cose.

Il bibliotecario è stato dipinto da Giuseppe Arcimboldo – detto anche Arcimboldi – nel 1566; si tratta di un olio su tela che misura 97 x71 cm. Attualmente è conservato a Stoccolma nel museo castello di Skoklosters. Questo ritratto, che compone la fisionomia di un bibliotecario con la sistemazione dei libri, appartiene alle opere fantastiche che contraddistinguono la produzione artistica di Arcimboldo ed è stato eseguito in 21 repliche, per vari committenti dell’epoca.
La caratteristica principale del pittore milanese è quella di avere raffigurato soggetti con l’uso di oggetti e cose pertinenti alla loro vita e alle loro attività. Sono definite teste composite e, come in questo caso, la composizione è raffinata e molto originale, e sostanzia l’attività professionale del soggetto, appunto il bibliotecario.

Ho eseguito decine di riproduzioni di Arcimboldi, nel corso di decine di anni di professione, e imparando dettagli tecnici nel corso di numerose visite ai Musei dove sono esposte le sue opere.
Nel tempo avevo maturato la voglia di eseguire, prima o poi, una scultura partendo da un suo dipinto, una sorta di catarsi fra due e tre dimensioni, un passaggio inverso dal soggetto all’oggetto, dove il riferimento non è una composizione costruita ma il suo riflesso pittorico e il risultato è una scultura vera e propria. Intanto ero passato alla fase creativa realizzando per un importante committente due dipinti alla “maniera arcimboldesca” a tema: e cioè il caffè, impiegando oggetti del mondo del caffè, che è una scoperta del 1700, ma con la tecnica di un pittore del 1500, con un risultato ottimo.

In questa opera tridimensionale ho impiegato autentici libri antichi e molto vecchi, e ho costruito a mano altri volumi in base allle dimensioni che mi occorrevano, usando anche alcune pagine di un antico registro scritto a mano e datato intorno al 1575..
Il risultato è per me emozionante perchè dopo tanti lavori al cavalletto ho realizzato una metamorfosi di un’emozione che ricordo ad ogni nuovo dipinto che realizzavo come sua copia, ed è per me un piacere mostrare qui la sequenza fotografica della sua genesi.
Grazie.
Marco Rindori.