COLLEZIONE ICOONS: COME E PERCHE’

ICONE (ICOONS)

Una serie di soggetti presi dalla vita di tutti i giorni, dalla rete, dalla pubblicità.
Una serie di oggetti-soggetti protagonisti nostro malgrado della vita quotidiana, insinuati nel giorno-per-giorno lentamente, senza fare rumore ma di colpo diventati simboli di un credo laico in competizione con la fede religiosa come quantità e qualità di sentimento.
Icona è un oggetto simbolo, un’immagine che accompagna e conforta quando si attraversano luoghi sconosciuti e nei momenti di smarrimento come un promemoria, una foto familiare.
Icona come simbolo laico, quindi, come il mega cartellone della pubblicità che diventa un punto di riferimento quando ci diamo appuntamento.
Le mie icone sono un ideale proseguo della funzione per la quale sono nate secoli fa e nello stesso tempo una denuncia della deriva che ha preso il pensiero della fede; da quelle icone queste prendono alcuni elementi costruttivi quali:
-la tavola-il fondo oro-la bulinatura-la, o le, dimensione -l’aspetto classico come tavola, dittico, trittico.
Il supporto è un a tavola in massello sagomata con il fondo in gesso e colla, bolo rosso e foglia d’oro brunita, ovviamente tutto eseguito a mano da me, l’aureola della Santità è sintetizzata in un disegno astratto e fuso in argento, le misure oscillano da piccole, quasi tascabili, a medie, pensate per essere appese o appoggiate sopra un mobile.
La collocazione più provocatoria è come capo letto in un’aperto confronto con l’altra fede, quella ufficiale, quella seria.
Le immagini sono realizzate per rendere immediato il messaggio,e la riconoscibilità del soggetto in modo che sia immediata l’identificazione del proprio vissuto sia come un’immagine, una proiezione del desiderio, sia come un’insegna di un personale percorso di vita.
I soggetti che ho scelto sono presi dal mio vissuto, dal mio sentire e percepire, e costituiscono un primo blocco di icone che in un gioco di parole contaminato dalla globalizzazione diventano ICOONS, da “icona” e “cocoon” (bozzolo): un non-luogo dove si trasforma il pensiero in sentimento e il gioco è nel suggerire nuove immagini che siano universalmente riconoscibili per
rendere la provocazione più riconoscibile e con essa sviluppare il ragionamento con la propria coscienza.
Buon divertimento.

Marco Rindori